Poi Reiko cominciò a dire una cosa molto strana: "Dottore, perché non sento la musica?"
Y. Mishima
La pioggia di primavera fa sì che i giorni si inseguano come folate di vento fra un piovasco e l'altro.
Per le strade vieni travolto dall'odore del sambuco in fiore, quello che fiorisce sul ciglio erboso e incolto nelle stradine del Pigneto. Poco più giù, con violenza, vieni investito da folate di profumo di fiori di gelsomino. Come si può non pensare a Montale, alla mente che "indaga, accorda, disunisce?"
Vaghi e ci ripensi. E la mente, tutto fa, meno che ricucire.
L'ho comprato un mesetto fa quel libro, insieme a tanti altri, perché in libreria c'erano gli sconti. E' rimasto vittima dell'inerzia di queste settimane languide e stanche, ancorché primaverili.
Caso ha voluto che leggessi di questa donna che (fa finta, ma dice che) non riesce ad ascoltare la musica, mentre io per la prima volta dopo tanti (troppi) anni rispolvero il flauto traverso per riempire di colori la casa. Il colore delle parole. Il colore dei suoni. Il colore della musica.
Mi esercito con cocciutaggine a fare le scale, poi una domenica ho deciso di fare una pausa.
Ho preso la bici, a dispetto del tempo capriccioso. I vestiti imbevuti di gocce di pioggia, le scarpe grondanti.
Nel parco non potevo che pensare, pedalando, alla siepe e a ciò che si cela oltre.
No, non a Leopardi. Non risponde alle segrete intenzioni di queste giornate.
Poi è arrivato lui. E ora, con pazienza, ascolta la mia musica.
giovedì 13 maggio 2010
sabato 24 aprile 2010
Problemi di "cuore"
Sono uno facile da lasciare,
ancor più facile da dimenticare.
Sono troppo stancante per essere amato,
un elemento chimico volatile.
Il mio cuore è debole, lo è sempre stato. Vulnerabile agli attacchi esterni. Adesso è tempo di prendermene cura, altrimenti potrebbe decidere di non essere più adeguato a farmi compagnia con il suo deciso battito nei prossimi anni della mia vita.
Tutti mi ricordano che non è nel cuore che risiedono le emozioni legate ai sentimenti e, in particolare, all'amore. Ho sempre avuto qualche dubbio, ho sempre preferito mettere in discussione il ruolo del cervello, per preferirne uno più tribale del cuore.
Mi piace ascoltarlo quando nelle sue frequenti tachicardie si ribella contro il mio modo di vivere, contro la mia scarsa capacità di isolamento dal male esterno, contro il mio essere un inetto navigatore in acque agitate.
Questo finché non ha cominciato a capitare troppo spesso. In fondo, basta fare un po' di analisi per capire cosa c'è che non va. Magari. Le analisi ti dicono appunto solo cosa c'è che non va. Di lì a trovare la terapia...
Sono malato di cuore: il mio cuore è malato. Almeno adesso ho una certezza dalla quale partire e grazie alla quale posso approfondire quali sono le cose che non vanno.
Anche se sono un po' scoraggiato. In fondo non è una cosa nuova, ci convivo da parecchio tempo. Si tratta forse solo di avere pazienza e prima o poi la via d'uscita da questo labirinto labirintico la troverò.
Per ora mi devo prendere cura del cuore. Comincio da quello fisico, con la convinzione che arriverò anche a quell'altro.
Un giorno.
ancor più facile da dimenticare.
Sono troppo stancante per essere amato,
un elemento chimico volatile.
Il mio cuore è debole, lo è sempre stato. Vulnerabile agli attacchi esterni. Adesso è tempo di prendermene cura, altrimenti potrebbe decidere di non essere più adeguato a farmi compagnia con il suo deciso battito nei prossimi anni della mia vita.
Tutti mi ricordano che non è nel cuore che risiedono le emozioni legate ai sentimenti e, in particolare, all'amore. Ho sempre avuto qualche dubbio, ho sempre preferito mettere in discussione il ruolo del cervello, per preferirne uno più tribale del cuore.
Mi piace ascoltarlo quando nelle sue frequenti tachicardie si ribella contro il mio modo di vivere, contro la mia scarsa capacità di isolamento dal male esterno, contro il mio essere un inetto navigatore in acque agitate.
Questo finché non ha cominciato a capitare troppo spesso. In fondo, basta fare un po' di analisi per capire cosa c'è che non va. Magari. Le analisi ti dicono appunto solo cosa c'è che non va. Di lì a trovare la terapia...
Sono malato di cuore: il mio cuore è malato. Almeno adesso ho una certezza dalla quale partire e grazie alla quale posso approfondire quali sono le cose che non vanno.
Anche se sono un po' scoraggiato. In fondo non è una cosa nuova, ci convivo da parecchio tempo. Si tratta forse solo di avere pazienza e prima o poi la via d'uscita da questo labirinto labirintico la troverò.
Per ora mi devo prendere cura del cuore. Comincio da quello fisico, con la convinzione che arriverò anche a quell'altro.
Un giorno.
domenica 4 aprile 2010
Resurrezioni
Come si può conciliare la vista di un cortile interno della periferia storica romana con uno sguardo mozzafiato sui monti?
Come si possono mettere insieme le giornate di un bambino che corre e osserva la natura rifiorire con le corse affannate attraverso lo smog metropolitano?
Riconciliare per riconciliarsi è un percorso lento e faticoso. Infinito. Non conosco sosta e mi consumo nel procedere in questo percorso accidentato. Non mi riesce proprio.
Gli inutili tentativi mi riportano sempre con un secco e amaro tonfo verso l'amara realtà. Non è possibile conciliare quello che sono ora con quello che sono stato fino a dieci anni fa.
Dove non ci può essere riconciliazione, c'è una cesura netta e una rinascita. Una resurrezione.
Io credo nelle resurrezioni: se volete, ve ne racconto una. Se mi conoscete, guardatemi con questi occhi e scoprirete che questa storia la conoscete già, almeno in parte.
Non mi chiedete però se questa vita è migliore della precedente, sarei incapace di darvi una risposta soddisfacente. Gioie e dolori si alternano come nella migliore delle passioni cristiane, una sorta di via crucis laica che si conclude con una resurrezione che ha un qualcosa di diabolico.
Come posso non guardarmi indietro?
Io sento ancora le rondini del balcone di casa dei miei, i gabbiani che mugugnano i loro sgraziati suoni sui balconi di Monteverde, le gazzarre di uccelli nella Caffarella, il merlo nel cortile di Torpignattara...
Come posso non guardare avanti?
Vedo un aereo che decolla, una serata in solitudine davanti a un tè ben caldo, una risata davanti a una birra al Pigneto, un neonato che piange davanti ai miei occhi paterni assonnati e rassegnati, un orologio che ticchetta stanco i suoi secondi che non corrispondono alla percezione dei miei.
Non riesco mai ad accendere un incenso quando vado a fare visita alle tombe dei miei nonni.
giovedì 11 marzo 2010
Mine vaganti nel paese delle meraviglie
Vorrei sapere se la tua pelle profuma di vaniglia. O forse di lavanda.
Vorrei capire se preferisci guardare un lago seduto su una roccia oppure camminare sulla spiaggia d'inverno.
Vorrei scrutarti mentre la mattina decidi se preferisci il dolce al cioccolato, oppure quello alla crema.
Vorrei vederti mentre ti aggiri in libreria, se scegli un noir o un thriller.
Vorrei sapere se di sera mentre ritorni verso casa guardi gli altri trasognato sui mezzi pubblici o guardi semplicemente il nulla.
Vorrei sapere se ti appassiona rimanere per ore a guardare il cielo che si annuvola.
Vorrei vederti affrontare lo sguardo interrogativo di un tuo familiare.
Vorrei vederti mentire al tuo migliore amico o scrutare nei suoi occhi alla ricerca della tua verità
Vorrei vederti guardare avanti, con convinzione, un futuro incerto.
Vorrei vedere queste mani sprofondare fra i capelli mossi dal vento.
Vorrei ascoltare quella vecchia canzone che non ricordavi più.
Vorrei capire se un giorno, tenendoti per mano, cammineremo insieme su quel ponte con la luna a illuminare i nostri passi.
Vorrei sapere se i suoni che provengono da fuori sono sempre gli stessi o sono cambiati.
Vorrei sapere se il profumo che porti è finito o se ne hai comprato uno nuovo.
Vorrei vederti, per strada, allontanarti e perderti fra le altre figure scialbe della sera.
Vorrei sapere se quel fiore che ho piantato fiorisce ancora o l'hai lasciato morire.
"Come si può convivere con il proprio passato? Con quello che hai fatto... Come si può convivere con i morti?"
Vorrei capire se preferisci guardare un lago seduto su una roccia oppure camminare sulla spiaggia d'inverno.
Vorrei scrutarti mentre la mattina decidi se preferisci il dolce al cioccolato, oppure quello alla crema.
Vorrei vederti mentre ti aggiri in libreria, se scegli un noir o un thriller.
Vorrei sapere se di sera mentre ritorni verso casa guardi gli altri trasognato sui mezzi pubblici o guardi semplicemente il nulla.
Vorrei sapere se ti appassiona rimanere per ore a guardare il cielo che si annuvola.
Vorrei vederti affrontare lo sguardo interrogativo di un tuo familiare.
Vorrei vederti mentire al tuo migliore amico o scrutare nei suoi occhi alla ricerca della tua verità
Vorrei vederti guardare avanti, con convinzione, un futuro incerto.
Vorrei vedere queste mani sprofondare fra i capelli mossi dal vento.
Vorrei ascoltare quella vecchia canzone che non ricordavi più.
Vorrei capire se un giorno, tenendoti per mano, cammineremo insieme su quel ponte con la luna a illuminare i nostri passi.
Vorrei sapere se i suoni che provengono da fuori sono sempre gli stessi o sono cambiati.
Vorrei sapere se il profumo che porti è finito o se ne hai comprato uno nuovo.
Vorrei vederti, per strada, allontanarti e perderti fra le altre figure scialbe della sera.
Vorrei sapere se quel fiore che ho piantato fiorisce ancora o l'hai lasciato morire.
"Come si può convivere con il proprio passato? Con quello che hai fatto... Come si può convivere con i morti?"
domenica 7 marzo 2010
Quando ci si pente...

Mai avrei pensato di dover difendere Renata Polverini...
La candidata Presidente della Regione Lazio per il neonato partito PDL - Panino delle Libertà stavolta ha proprio ragione e quando c'è da denunciare c'è da denunciare e basta.
L'anno scorso ho dato il mio 5x1000 a Greenpeace, credendo di fare cosa buona e giusta. Ora non so quanti soldi ho dato loro, ma credo di avergliene dati parecchi viste le varie migliaia di euro di tasse che ho pagato l'anno scorso.
Ora, vediamo un po' le cose...
Fai dei manifesti contro la Polverini: figurati se non sono d'accordo, visto che non mi sto risparmiando in questi giorni a fare votare la Bonino!
Contesti il nucleare: d'accordissimo, è l'ultima cosa di cui ha bisogno in questo momento l'Italia!
Per fare quindi un atto polemico, per andare su qualche giornale e farti pubblicità, tu che sei paladino di difesa dei diritti e dell'ambiente che cosa fai?
1. Imbratti Roma di manifesti, come se ce ne fossero già pochi, contribuendo così allo schifo in cui versa questa città.
2. Ti appropri indebitamente dell'immagine (peraltro di dubbia bellezza!!) di una candidata alle elezioni, commettendo quindi anche un reato.
3. Non firmi i manifesti: ovvero, fai la porcata e poi non hai nemmeno il coraggio di metterci la faccia. Tiri il sasso e poi ritiri la mano...
Che queste elezioni fossero una porcata generale, l'avevano denunciato i radicali per primi, ma che ora anche la cosiddetta società civile debba buttarsi in questo fango mi sembra veramente troppo. Ognuno dovrebbe fare il suo mestiere, ma nessuno lo fa. Da una parte, la politica affarista e corrotta, sgamata con le mani nel vasetto della marmellata, che continua a umiliarci con le sue porcate e va avanti indefessa facendo carta straccia della Costituzione; dall'altra, una società civile che si fa coinvolgere nelle porcate e anziché continuare a fare diligentemente il proprio lavoro di riduzione del danno a livello sociale, si lancia in abusi e soprusi.
Che dire? Penso di aver fatto bene a lasciare perdere il volontariato, almeno per un periodo della mia vita. Penso che in momenti come questi (pur continuando ad andare a tutte le sacrosante manifestazioni che si fanno) sia meglio dedicare del tempo a se stessi. A tentare di ritrovarsi in questa poltiglia generalizzata in cui è difficile ricomporre le ragioni del proprio essere onesti, non ipocriti e solidali.
Diciamo che almeno ho maturato un'ulteriore certezza, visto anche l'avvicinarsi della campagna fiscale e della stagione delle dichiarazioni dei redditi: oltre al non aver mai dato il 5x1000 al Vaticano e allo Stato (che poi lo ridà a Papa Ratzy), mai più i miei soldi a Greenpeace!
E se avete qualche suggerimento su dove andare a fare volontariato, i consigli sono bene accetti.
Io intanto preparo il mio viaggio in India...
sabato 27 febbraio 2010
maledetta primavera

1."Some of them want to use you
Some of them want to get used by you
Some of them want to abuse you
Some of them want to be abused"
Alcuni vogliono abusare di te
Ho dato. E pure ampiamente. Credo che sia ora che smettano. E da adesso in poi al primo cenno di abuso, scatta la sanzione. Chi mi vuole non potrà più abusare di me. E aggiungo; chi l'ha fatto ha già pagato. Chi lo farà, sarà escluso dalla mia vita come altri già prima. Uomo avvisato...
Alcuni vogliono usarti.
Non l'ho mai permesso a nessuno e quando, inconsapevole, mi sono fatto usare, le conseguenze sono state disastrose. Talvolta, essere vendicativi non solo è opportuno, è indispensabile.
Alcuni vogliono essere utilizzati da te.
E' la categoria più numerosa di persone da cui sono circondato. Ma non cado nella trappola! Posso davvero vantarmi di non aver mai usato nessuno. Ho tantissimi difetti, ma ho sempre detto no a chi ha voluto strumentalizzarmi per essere usato. Io lo ritengo davvero un reato e combatterò contro la volontà perversa di chi vuole essere utilizzato da me.
Il volontariato lo faccio altrove. Esperienze di vita recente me lo hanno insegnato. Si pagano duri prezzi quando si rifiuta di essere sussidiari alle deficienze (in senso stretto e largo) altrui.
"I don't want to be the substitute for the smoke you've been inhaling".
2.
Scambio di sms.
Anche se eravamo davanti a un CIM quando per caso noi due a braccetto camminavamo verso il nostro ristorante, rinfranchiamoci, il caso lo ha voluto. Stava lì in macchina e in qualsiasi momento poteva passare da lì. E invece è passat* proprio in quel momento. Non dovevamo stupirci. In fondo ormai la conosciamo no, questa città alla sliding doors del cazzo, Roma...
Sì eravamo davanti un CIM. Sottolineo... Davanti, non dentro!!!!!!
I."Sono molto stressato e confuso....Oggi è la prima giornata primaverile e come sempre mi accompagna questo stato d'animo"
II."Insieme ai germogli si svegliano anche le erbacce e le piante velenose che bisogna diligentemente e metodicamente estirpare per avere un buon raccolto estivo... giacché l'erba cattiva non muore mai sta a noi sopprimerla, immagino."
I."Dilemma: l'erba cattiva sono io e questo è certo. E so di dovermi autosopprimere... ma fa tanto male."
II."Anche io penso questo di me - non di te! soprattutto in questi giorni. sicuro è la primavera... per quanto mi riguarda lotto per non perdere di vista quella misera piantina buona soffocata dalle infinite erbacce."
Hai detto proprio bene... diligentemente e metodicamente...
martedì 16 febbraio 2010
Anni 80

Che meraviglia questi anni in cui io sono nato, ma che non ho vissuto. Quanto erano meglio di questi che dovrebbero essere i migliori anni delle nostre vite. E invece ci ritroviamo sprofondati in un mare di precarietà, falsità e tutto-quanto-è-di-facciata-ma-ci-va-bene-lo-stesso...
Li vedete? Tutti quei bei giovani che si agitano sulle piste delle discoteche, capelli cotonati e giacche a quadroni semi-orride a colori sgargianti. Ciuffi biondi che vanno all'impazzata avanti e indietro. Fiumi di alcol (manco troppi) e droga (non se ne parla nemmeno)?
Io non li ho vissuti quegli anni, nel 1989 avevo solo 8 anni.. ma...
Nella provincia cosentina in una stanza di un apaprtamento al primo piano ci rinchiudevamo e con degli effetti luce molto artificiali e casalinghi con le mie cugine adolescenti e ce la ballavamo alla grande...
"10 o'clok postman, bring me a letter..."!!!!
E cantavamo e ci travestivamo e facevamo baldoria, alla faccia degli adulti di casa che non capivano cosa sarebbe stato di noi fra una ventina d'anni.
Oggi quasi mi viene da ridere eppure, io sono proprio figlio di quegli anni e mi torna nostalgia dei capelli cotonati, delle giacche a quadroni e dei fuseau di colori strampalati addosso alla ragazze dell'epoca e quindi, anche se adesso mi vien da ridere - se penso che c'è persino facebook e ci sono gli sms - me la canticchio ridendo e dicendomi:
"Postino delle 10 del mattino
portami una lettera
postino delle 10 del mattino
fammi sentire meglio
così tanti giorni che la conosco;
postino delle 10 del mattino
portami una lettera!"
Perdonate la traduzione forse un po' frettolosa della canzone dei Secret Service ma era giusto per mettere una colonna sonora a questo mio sentire, e poi, ma cosa sarebbero gli anni 80 senza la meravigliosa disco music spensierata e cazzara che li contraddistingue?
E allora in questi giorni vediamo se mi riesce, ritorniamo in quel di quegli anni e cotoniamoci i capelli che ci restano e vediamo cosa ci portano queste serate post-invernali, acquose romane...
PS E per chi avesse dimenticato la mitica canzone:
ascoltatela su youtube!
buon divertimento!
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