Vorrei sapere se la tua pelle profuma di vaniglia. O forse di lavanda.
Vorrei capire se preferisci guardare un lago seduto su una roccia oppure camminare sulla spiaggia d'inverno.
Vorrei scrutarti mentre la mattina decidi se preferisci il dolce al cioccolato, oppure quello alla crema.
Vorrei vederti mentre ti aggiri in libreria, se scegli un noir o un thriller.
Vorrei sapere se di sera mentre ritorni verso casa guardi gli altri trasognato sui mezzi pubblici o guardi semplicemente il nulla.
Vorrei sapere se ti appassiona rimanere per ore a guardare il cielo che si annuvola.
Vorrei vederti affrontare lo sguardo interrogativo di un tuo familiare.
Vorrei vederti mentire al tuo migliore amico o scrutare nei suoi occhi alla ricerca della tua verità
Vorrei vederti guardare avanti, con convinzione, un futuro incerto.
Vorrei vedere queste mani sprofondare fra i capelli mossi dal vento.
Vorrei ascoltare quella vecchia canzone che non ricordavi più.
Vorrei capire se un giorno, tenendoti per mano, cammineremo insieme su quel ponte con la luna a illuminare i nostri passi.
Vorrei sapere se i suoni che provengono da fuori sono sempre gli stessi o sono cambiati.
Vorrei sapere se il profumo che porti è finito o se ne hai comprato uno nuovo.
Vorrei vederti, per strada, allontanarti e perderti fra le altre figure scialbe della sera.
Vorrei sapere se quel fiore che ho piantato fiorisce ancora o l'hai lasciato morire.
"Come si può convivere con il proprio passato? Con quello che hai fatto... Come si può convivere con i morti?"
giovedì 11 marzo 2010
domenica 7 marzo 2010
Quando ci si pente...

Mai avrei pensato di dover difendere Renata Polverini...
La candidata Presidente della Regione Lazio per il neonato partito PDL - Panino delle Libertà stavolta ha proprio ragione e quando c'è da denunciare c'è da denunciare e basta.
L'anno scorso ho dato il mio 5x1000 a Greenpeace, credendo di fare cosa buona e giusta. Ora non so quanti soldi ho dato loro, ma credo di avergliene dati parecchi viste le varie migliaia di euro di tasse che ho pagato l'anno scorso.
Ora, vediamo un po' le cose...
Fai dei manifesti contro la Polverini: figurati se non sono d'accordo, visto che non mi sto risparmiando in questi giorni a fare votare la Bonino!
Contesti il nucleare: d'accordissimo, è l'ultima cosa di cui ha bisogno in questo momento l'Italia!
Per fare quindi un atto polemico, per andare su qualche giornale e farti pubblicità, tu che sei paladino di difesa dei diritti e dell'ambiente che cosa fai?
1. Imbratti Roma di manifesti, come se ce ne fossero già pochi, contribuendo così allo schifo in cui versa questa città.
2. Ti appropri indebitamente dell'immagine (peraltro di dubbia bellezza!!) di una candidata alle elezioni, commettendo quindi anche un reato.
3. Non firmi i manifesti: ovvero, fai la porcata e poi non hai nemmeno il coraggio di metterci la faccia. Tiri il sasso e poi ritiri la mano...
Che queste elezioni fossero una porcata generale, l'avevano denunciato i radicali per primi, ma che ora anche la cosiddetta società civile debba buttarsi in questo fango mi sembra veramente troppo. Ognuno dovrebbe fare il suo mestiere, ma nessuno lo fa. Da una parte, la politica affarista e corrotta, sgamata con le mani nel vasetto della marmellata, che continua a umiliarci con le sue porcate e va avanti indefessa facendo carta straccia della Costituzione; dall'altra, una società civile che si fa coinvolgere nelle porcate e anziché continuare a fare diligentemente il proprio lavoro di riduzione del danno a livello sociale, si lancia in abusi e soprusi.
Che dire? Penso di aver fatto bene a lasciare perdere il volontariato, almeno per un periodo della mia vita. Penso che in momenti come questi (pur continuando ad andare a tutte le sacrosante manifestazioni che si fanno) sia meglio dedicare del tempo a se stessi. A tentare di ritrovarsi in questa poltiglia generalizzata in cui è difficile ricomporre le ragioni del proprio essere onesti, non ipocriti e solidali.
Diciamo che almeno ho maturato un'ulteriore certezza, visto anche l'avvicinarsi della campagna fiscale e della stagione delle dichiarazioni dei redditi: oltre al non aver mai dato il 5x1000 al Vaticano e allo Stato (che poi lo ridà a Papa Ratzy), mai più i miei soldi a Greenpeace!
E se avete qualche suggerimento su dove andare a fare volontariato, i consigli sono bene accetti.
Io intanto preparo il mio viaggio in India...
sabato 27 febbraio 2010
maledetta primavera

1."Some of them want to use you
Some of them want to get used by you
Some of them want to abuse you
Some of them want to be abused"
Alcuni vogliono abusare di te
Ho dato. E pure ampiamente. Credo che sia ora che smettano. E da adesso in poi al primo cenno di abuso, scatta la sanzione. Chi mi vuole non potrà più abusare di me. E aggiungo; chi l'ha fatto ha già pagato. Chi lo farà, sarà escluso dalla mia vita come altri già prima. Uomo avvisato...
Alcuni vogliono usarti.
Non l'ho mai permesso a nessuno e quando, inconsapevole, mi sono fatto usare, le conseguenze sono state disastrose. Talvolta, essere vendicativi non solo è opportuno, è indispensabile.
Alcuni vogliono essere utilizzati da te.
E' la categoria più numerosa di persone da cui sono circondato. Ma non cado nella trappola! Posso davvero vantarmi di non aver mai usato nessuno. Ho tantissimi difetti, ma ho sempre detto no a chi ha voluto strumentalizzarmi per essere usato. Io lo ritengo davvero un reato e combatterò contro la volontà perversa di chi vuole essere utilizzato da me.
Il volontariato lo faccio altrove. Esperienze di vita recente me lo hanno insegnato. Si pagano duri prezzi quando si rifiuta di essere sussidiari alle deficienze (in senso stretto e largo) altrui.
"I don't want to be the substitute for the smoke you've been inhaling".
2.
Scambio di sms.
Anche se eravamo davanti a un CIM quando per caso noi due a braccetto camminavamo verso il nostro ristorante, rinfranchiamoci, il caso lo ha voluto. Stava lì in macchina e in qualsiasi momento poteva passare da lì. E invece è passat* proprio in quel momento. Non dovevamo stupirci. In fondo ormai la conosciamo no, questa città alla sliding doors del cazzo, Roma...
Sì eravamo davanti un CIM. Sottolineo... Davanti, non dentro!!!!!!
I."Sono molto stressato e confuso....Oggi è la prima giornata primaverile e come sempre mi accompagna questo stato d'animo"
II."Insieme ai germogli si svegliano anche le erbacce e le piante velenose che bisogna diligentemente e metodicamente estirpare per avere un buon raccolto estivo... giacché l'erba cattiva non muore mai sta a noi sopprimerla, immagino."
I."Dilemma: l'erba cattiva sono io e questo è certo. E so di dovermi autosopprimere... ma fa tanto male."
II."Anche io penso questo di me - non di te! soprattutto in questi giorni. sicuro è la primavera... per quanto mi riguarda lotto per non perdere di vista quella misera piantina buona soffocata dalle infinite erbacce."
Hai detto proprio bene... diligentemente e metodicamente...
martedì 16 febbraio 2010
Anni 80

Che meraviglia questi anni in cui io sono nato, ma che non ho vissuto. Quanto erano meglio di questi che dovrebbero essere i migliori anni delle nostre vite. E invece ci ritroviamo sprofondati in un mare di precarietà, falsità e tutto-quanto-è-di-facciata-ma-ci-va-bene-lo-stesso...
Li vedete? Tutti quei bei giovani che si agitano sulle piste delle discoteche, capelli cotonati e giacche a quadroni semi-orride a colori sgargianti. Ciuffi biondi che vanno all'impazzata avanti e indietro. Fiumi di alcol (manco troppi) e droga (non se ne parla nemmeno)?
Io non li ho vissuti quegli anni, nel 1989 avevo solo 8 anni.. ma...
Nella provincia cosentina in una stanza di un apaprtamento al primo piano ci rinchiudevamo e con degli effetti luce molto artificiali e casalinghi con le mie cugine adolescenti e ce la ballavamo alla grande...
"10 o'clok postman, bring me a letter..."!!!!
E cantavamo e ci travestivamo e facevamo baldoria, alla faccia degli adulti di casa che non capivano cosa sarebbe stato di noi fra una ventina d'anni.
Oggi quasi mi viene da ridere eppure, io sono proprio figlio di quegli anni e mi torna nostalgia dei capelli cotonati, delle giacche a quadroni e dei fuseau di colori strampalati addosso alla ragazze dell'epoca e quindi, anche se adesso mi vien da ridere - se penso che c'è persino facebook e ci sono gli sms - me la canticchio ridendo e dicendomi:
"Postino delle 10 del mattino
portami una lettera
postino delle 10 del mattino
fammi sentire meglio
così tanti giorni che la conosco;
postino delle 10 del mattino
portami una lettera!"
Perdonate la traduzione forse un po' frettolosa della canzone dei Secret Service ma era giusto per mettere una colonna sonora a questo mio sentire, e poi, ma cosa sarebbero gli anni 80 senza la meravigliosa disco music spensierata e cazzara che li contraddistingue?
E allora in questi giorni vediamo se mi riesce, ritorniamo in quel di quegli anni e cotoniamoci i capelli che ci restano e vediamo cosa ci portano queste serate post-invernali, acquose romane...
PS E per chi avesse dimenticato la mitica canzone:
ascoltatela su youtube!
buon divertimento!
domenica 31 gennaio 2010
Corpo

Un po' di tempo fa ho letto un libro molto affascinante. E' un romanzo di Hanif Kureishi e si intitola "The body". Racconta di un uomo di mezza età che per degli eventi fortuiti si vede offrire un cambio di corpo. Si reca in una clinica dove viene accompagnato in una cella frigorifera a scegliere il suo neo-corpo. Dopo averne visti vari,ne trova uno giovane, bello, muscoloso. I chirurghi trapiantano il suo cervello nel neo-corpo, l'uomo si sveglia dopo l'operazione e ri-comincia questa nuova vita. Potrebbe essere il sogno di molti o l'incubo di alcuni.
Il finale delle belle storie non si racconta mai. Chi è curioso, può leggerlo e soddisfare la propria curiosità.
Ho sempre creduto che i nostri corpi siano avvolti da un'aura di sacralità per via della loro unicità. I nostri corpi sono opere d'arte irripetibili a prescindere dalla loro riconosciuta bellezza o bruttezza. Ognuno di noi ha il suo e nei giorni della nostra vita li usiamo, li vediamo, li tocchiamo, li consumiamo lentamente - tutto ciò senza neanche accorgercene per la massima parte del tempo.
Penserete che questa riflessione sia frutto di una visione materialista delle cose, come ci si aspetterebbe da uno come me, ma permettetemi di dirvi che non è così. E' proprio per il connubbio tra corpo e spirito, per l'unicità che da questa fusione deriva, che ritengo i nostri corpi sacri, intoccabili, non più riproducibili.
"Segnare il proprio corpo, significa costruirsi un corpo segnato" scriveva non so più chi in un saggio sul transessualismo/transgenderismo. L'arte, l'usanza, l'abitudine, il folclore di segnare il proprio corpo è materia di antico studio etno-antropologico su cui non oso soffermarmi, poiché non ritengo di averne le competenze necessarie.
Mi è capitato proprio ieri di assistere a uno spettacolo che qualcuno definisce body art. Corpi vilipesi, straziati, doloranti, appesi, infilzati, colorati, lacerati, denudati, esibiti in scene per me raccapriccianti.
Non riesco a raccogliere le parole giuste per definire la sensazione di sdegno e di disgusto che ciò ha provocato in me. Mi riesce difficile anche descrivere come vorrei, queste esibizioni che qualcuno definisce arte. E proprio perché qualcuno le definisce arte, per rispetto, evito di definirle con parole mie che tutto rappresenterebbero, meno che l'espressione artistica.
Le facce. Quelle sì, riesco a descriverle. Le facce degli astanti. Perse, ammirate, incredule, attratte da tanto dolore ostentato, da tanta violenza, da tanto accanimento, da tanto strazio su questi corpi. Decine e decine di volti di uomini e donne che consumavano con i propri occhi queste scene. Famelici. Questo è stato per me il vero spettacolo. Vederli persino applaudire. Applaudivano un massacro.
Mentre l'iconografia rappresenta di solito il raccapriccio davanti alla scena di tortura di Cristo o di altri personaggi religiosi o laici, oggi un nuovo quadro rappresenterebbe questi visi con la gioia dell'osservazione dello strazio. Espressione ossimorica, qualcuno direbbe. Ed è proprio di questo ossimoro che non riesco a capacitarmi; mi rifugio quindi nella consapevolezza di essere un po' limitato, nel non riuscire a concepire questa gioia che si deriva dall'osservazione estasica dello strazio.
Sono stato costretto a reinventare la mia modalità di fruizione dello spettacolo per trovare un senso alla serata. E ho scoperto che è nell'osservazione delle persone che riescono a identificare elementi artistici in tanto orrore che sta il mio spettacolo.
Con la conclusione che costringerei i tanti, e soprattutto ai performer, ad andare a bagnarsi nei già copiosi fiumi di sangue che madre natura sta facendo scorrere ad Haiti.
martedì 26 gennaio 2010
Ferro 3 - La casa piena

Comincia a prendere forma questo posto che chiamo la mia casa.
E mi rendo conto che in quest'anno passato ho distrutto, ma ho anche costruito... E tanto. Lavoro, casa, affetti.
Queste mura cominciano a raccontare qualche storia che mi appartiene. Poco tempo fa mi guardavo attorno e non ci credevo ancora.
28 anni, 3 mesi e 13 giorni che mi tengo dentro questo nodo alla gola.
Una casa; e ora pezzettino per pezzettino la riempio. Quando le parlo, risponde ai miei desideri, anche a quelli più intimi.
E intanto comincia a vivere dei ricordi. Gli incensi che bruciano davanti al mio Daibutsu scacciano via i pensieri malevoli. Un'ulteriore pulizia mi ha liberato della feccia del passato.
Piove tanto in questi giorni. Sulle automobili, le gocce diventano ghiaccio la notte. Dai vetri guardo il cortile e il gatto del palazzo mi osserva con occhi inquieti.
Gli spazzolini in bagno aumentano. Segno che la casa vive e con essa vive chi vi passa.
______
Sono andato a casa tua
sono salito su per le scale
ho aperto la porta senza suonare al citofono
ho camminato giù per il corridoio
nella tua stanza
dove sentivo il tuo odore
e io non dovrei essere qua, senza permesso
non dovrei essere qua.
Mi perdonerai, amore
se ho ballato nella tua doccia
Mi perdonerai, amore
se mi sono steso nel tuo letto
Mi perdonerai, amore
se rimango tutto il pomeriggio
Mi sono tolto i vestiti
e ho indossato i tuoi
ho aperto i cassetti
e trovato il tuo profumo
sono andato negli scaffali
e ho trovato i tuoi CD
ne ho messo uno su
non dovrei rimanere a lungo, potresti tornare presto
non dovrei rimanere a lungo
Mi perdonerai, amore
se ho ballato nella tua doccia
Mi perdonerai, amore
se mi sono steso nel tuo letto
Mi perdonerai, amore
se rimango tutto il pomeriggio
Ho bruciato il tuo incenso
ho fatto un bagno
ho notato una lettera sulla tua scrivania
diceva "Ciao amore, ti amo così tanto, vediamoci a mezzanotte."
E no, non era la mia grafia
meglio che vada via presto
non era la mia scrittura.
Allora perdonami amore
se piango nella tua doccia
Allora perdonami amore
per il sale nel tuo letto
Allora perdonami amore
se piango tutto il pomeriggio
lunedì 18 gennaio 2010
Serenità

L'ho cercata a lungo. Insperata, è arrivata. Queste serate sono la panacea di ogni male, pace dei sensi. Inattesa tregua a ogni giorno triste e malinconico.
E' stato un lungo percorso a ostacoli, ma adesso il ciclone ha spazzato vi a tutto.
Un aperitivo fra amici, una birra strana e qualche risata.
Un fine settimana strano, passato in calma.
Un mobile di antiquariato trovato e comprato, la gioia di doverlo restaurare.
Un caffè che ti fanno al mattino.
Un sorriso di un passeggero sul mezzo che ti porta al lavoro.
Uno sguardo all'albergo dove ho dormito quando sono venuto in gita a 13 anni per la prima volta a Roma.
Una telefonata affezionata e inattesa.
Accendo una candela al nuovo ospite della mia casa e medito su questa serenità insperata.
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